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Come previsto con questa spedizione si chiude il ciclo Islanda. Abbiamo realizzato questa spedizione con spirito ottimistico e siamo stati appagati dalla bellissima esperienza che ancora una volta questa terra straordinaria ci ha regalato. Abbiamo voluto approfondire le origini di questa nostra passione nata quando ancora neppure sapevamo che cosa fosse viaggiare.Abbiamo seguito le origini di noi stessi attraverso le nostre strade desertiche e i nostri “strani incontri” che per definizione non chiamo casuali. Abbiamo realizzato una serie di immagini (con un filmato) molto suggestive e talvolta divertenti dei personaggi e della situazioni che con noi ed intorno a noi si sono create, completando quelle già realizzate l’anno passato. Il nostro scopo era ricercare le nostre origini e le abbiamo ritrovate… I cieli ci hanno regalato aurore boreali tra le più incredibili osservate fino ad oggi.
Noi abbiamo gradito il regalo forse lo meritavamo, poichè grandi sono stati i sacrifici che fino ad oggi ci hanno spinto ad arrivare fino a questa terra lontana per la quarta volta .Gaja lo spirito della terra ci è stato vicino, e ci ha parlato ancora da madre tenendoci per mano e mostrandoci come sempre la via del ritorno a casa.
Forse è un po’ poetico e un pò profetico questo parlare, così poco alla moda che descrive piu sentimenti che scene estreme. Alla luce di quanto realizzato posso affermare che la speleologia in questi luoghi diventa magia, regalando a tutti coloro che si addentrano nelle viscere dei ghiacciai e dei vulcani quella sensazione multi dimensionale che Giulio Verne volle dare ai lettori di “Viaggio al centro della Terra”.Noi siamo stati anche dentro quegli stessi posti che lui descrive in quel magico libro. Abbiamo toccato con mano le Rune da lui riportate sulle pagine del celebre romanzo e abbiamo rabbrividito al solo pensiero che popolazioni antiche e misteriose avessero abitato questi luoghi ostili e desolati. I personaggi che vivono in questi luoghi sono persone dalla straordinaria sensibilità , fragili come bimbi in fasce nel cuore e duri come la lava che li ha forgiati, nello spirito. Le grotte glaciali del Vatnajokull ci hanno emozionato ancora una volta con il loro blu acceso, e i loro lamenti, che sembravano più una richiesta d’aiuto che una minaccia. Viaggiare in questi luoghi a volte è duro , triste.Dividere per molte settimane e a volte mesi spazi ridottissimi , significa perdere di vista la calma e la pace acquistata con tanti sacrifici, ma in questo momento rimpiango di non essere ancora in viaggio tra i ghiacciai, alla ricerca di “cenotes”(pozzi glaciali) e grotte glaciali, tra le aurore boreali , coccolato dal caldo respiro dei geisir e il silenzio oscuro dei tubi lavici. Antonio Cosentino |
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